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Punture di insetti, come riconoscerle e combatterle

D’estate è facile incorrere in punture d’insetti, sia di notte sia durante le passeggiate all’aria aperta, nei parchi naturali o anche in città.

Per curarle adeguatamente, però, è importante riconoscere dai sintomi quale insetto ha causato il gonfiore pruriginoso, perché in base a questo cambia il modo in cui bisogna agire.

I soggetti allergici alla puntura di determinati insetti devono avere sempre con sé una dose di adrenalina per ogni evenienza. Se, invece, si dovesse sviluppare per la prima volta una reazione avversa bisogna recarsi immediatamente al pronto soccorso.

Le punture di insetti più comuni sono:

  • Punture di zanzare

Le punture di zanzara sono ben note a tutti, si manifestano con un leggero gonfiore localizzato e un prurito molto fastidioso. Di solito non provoca dolore, a meno che non si trovi in parti molto sensibili del corpo.
Il prurito può durare solo qualche minuto o fino a qualche giorno. Per farlo cessare si può applicare sulla zona interessata un cubetto di ghiaccio avvolto in un panno pulito o del Tea Tree Oil. Non bisogna assolutamente grattarsi per evitare di dare origine a una vera e propria infezione.
I fenomeni di shock anafilattico sono molto rari.

  • Punture di tafani
    Questi morsi sono molto più invasivi e dolorosi. La puntura causa un immediato gonfiore immediato piuttosto esteso, arrossamento, prurito e bruciore intenso. Anche i soggetti non allergici possono riscontrare problemi come vertigini e svenimento. Se si è allergici possono comparire difficoltà respiratorie, orticaria, debolezza, vertigini e shock anafilattico, per cui si consiglia di recarsi al pronto soccorso.

Nelle altre situazioni si consiglia di pulire la ferita con un sapone antisettico, applicare localmente un panno imbevuto di acqua calda salata oppure di massaggiare l’area con qualche goccia di succo di aloe vera.

  • Punture di api o vespe
    Quando si viene punti da un insetto di questo tipo la prima sensazione che si avverte è un dolore molto intenso, dopo di che s’inizia a formare un pomfo di dimensione variabile, con al centro un puntino rosso, che è il punto in cui il pungiglione è entrato. Vespe e calabroni non hanno pungiglioni ma qualora a colpire sia stata un’ape, se il puntino invece di essere rosso è nero vuol dire che sotto la cute vi è ancora il pungiglione, che deve essere rimosso altrimenti continuerà a rilasciare veleno. Per farlo bisogna premere le parti intorno alla vescica con le mani pulite e, successivamente, applicare degli impacchi freddi.
    Se si avvertono problemi di respirazione e gonfiori diffusi, bisogna chiamare un’ambulanza o recarsi subito al pronto soccorso.

Queste sono solo alcune delle possibili punture d’insetto in cui è possibile incorrere d’estate, vuoi saperne di più su questo argomento? Contattaci o vieni a trovarci presso la nostra sede… lo staff CiaoFarma è a tua disposizione!

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